Ricaricare l’auto elettrica a casa permette di sfruttare le ore in cui il veicolo rimane fermo, spesso durante la notte, e di dipendere meno dalle colonnine pubbliche. Prima di installare un punto di ricarica, però, occorre capire quanta energia serve davvero, se l’impianto elettrico è adeguato e quale potenza può sostenere il contatore senza entrare in conflitto con gli altri consumi domestici.
La soluzione più potente non è sempre la migliore. Chi percorre ogni giorno poche decine di chilometri, per esempio, non deve necessariamente ricaricare l’intera batteria durante la notte, ma soltanto recuperare l’energia utilizzata negli spostamenti.
L’arrivo di un’auto elettrica modifica anche il profilo dei consumi della casa. Aumentano i kWh prelevati dalla rete e una parte rilevante del fabbisogno può concentrarsi nelle ore serali e notturne. Per questo è utile valutare insieme wallbox, potenza del contatore e condizioni dell’offerta luce.
Presa Schuko o wallbox: come ricaricare l’auto in sicurezza
Alcune auto elettriche e ibride plug-in possono essere ricaricate attraverso una presa domestica utilizzando il cavo portatile previsto dal costruttore. Questa possibilità non significa, però, che qualsiasi presa sia adatta a sostenere per molte ore un assorbimento elevato e continuativo.
Prese usurate, prolunghe, adattatori, collegamenti non adeguati o linee condivise con altri apparecchi possono causare surriscaldamenti. Prima di utilizzare abitualmente una presa Schuko è quindi necessario far verificare l’impianto e seguire le indicazioni del produttore del veicolo.
La wallbox domestica è un dispositivo progettato specificamente per la ricarica dei veicoli elettrici. Viene installata in modo permanente, collegata a una linea dedicata e può gestire l’erogazione dell’energia in funzione delle caratteristiche dell’auto e della potenza disponibile.
A seconda del modello, una wallbox può offrire:
- regolazione della potenza di ricarica;
- programmazione degli orari;
- monitoraggio dell’energia utilizzata;
- gestione dinamica dei carichi;
- eventuale integrazione con un impianto fotovoltaico.
Per una ricarica occasionale, una presa controllata e considerata idonea da un tecnico può essere sufficiente. Quando la ricarica diventa abituale, la wallbox offre una gestione più adatta a un utilizzo prolungato.
Quanta potenza serve per ricaricare l’auto elettrica a casa
Le wallbox domestiche possono lavorare a potenze differenti, ma il valore indicato sul dispositivo non coincide necessariamente con quello che verrà utilizzato ogni notte.
La potenza effettiva dipende da:
- limite di ricarica dell’auto in corrente alternata;
- configurazione della wallbox;
- potenza impegnata sul contatore;
- caratteristiche dell’impianto elettrico;
- consumi degli altri apparecchi;
- tempo disponibile per la ricarica.
Con una fornitura domestica da 3 kW, la wallbox deve condividere la potenza con il resto della casa. Se durante la ricarica vengono utilizzati anche forno, piano a induzione, climatizzatore o altri apparecchi energivori, il prelievo complessivo può superare la disponibilità del contatore. Ciò non significa che sia sempre necessario aumentare la potenza contrattuale. In molti casi si può ricaricare più lentamente, programmare la ricarica nelle ore con meno consumi o utilizzare un sistema di gestione dinamica del carico.
Come funziona la gestione dinamica del carico
Il power management rileva l’energia assorbita in quel momento dall’abitazione e adegua la potenza destinata all’auto.
Quando i consumi domestici sono bassi, la wallbox può ricaricare più velocemente. Se si accendono altri apparecchi, riduce temporaneamente la propria potenza per evitare il distacco del contatore.
Questo sistema consente di coordinare i consumi senza assegnare sempre all’auto la massima potenza disponibile. Deve comunque essere compatibile con la wallbox e installato correttamente.
Contatore, impianto e wallbox devono essere valutati insieme
La potenza prevista dal contratto non dimostra, da sola, che l’impianto possa sostenere la ricarica.
Prima dell’installazione, un tecnico abilitato deve verificare la linea, i cavi, le protezioni elettriche, il quadro, la distanza dal punto di consegna e la contemporaneità con gli altri carichi.
Solo dopo questa valutazione è possibile stabilire se la potenza esistente è sufficiente o se conviene richiederne l’aumento.
Quanto tempo occorre per ricaricare con una wallbox
Il tempo di ricarica dipende dall’energia che deve essere reintegrata e dalla potenza effettivamente erogata.
Il calcolo orientativo è:
tempo di ricarica = energia da recuperare ÷ potenza effettiva
Se dopo una giornata di utilizzo occorre reintegrare 20 kWh, una ricarica a 3,7 kW richiede teoricamente poco più di cinque ore. Nella pratica il tempo può essere leggermente superiore, perché durante il processo si verificano perdite e la potenza può variare.
Questo esempio mostra perché non sia sempre necessario puntare alla ricarica più veloce. Un’auto parcheggiata dalla sera al mattino dispone spesso di diverse ore per recuperare l’energia consumata durante la giornata.
Il tempo necessario dipende anche dal limite del caricatore di bordo. Una wallbox più potente non può superare la capacità di ricarica accettata dal veicolo.
Quanto costa ricaricare un’auto elettrica in garage
Il costo della ricarica domestica dipende dal consumo del veicolo e dal costo effettivo dell’energia previsto dalla fornitura.
Un’auto che utilizza 17 kWh per percorrere 100 chilometri richiede, in termini teorici, 17 kWh di energia per coprire quella distanza. Con un costo ipotetico di 0,30 euro per kWh, la spesa orientativa sarebbe di 5,10 euro ogni 100 chilometri.
Si tratta di un esempio, non di una previsione valida per tutti. Sul risultato incidono:
- modello ed efficienza del veicolo;
- stile di guida;
- velocità e tipo di percorso;
- temperatura esterna;
- uso di climatizzazione e riscaldamento;
- perdite durante la ricarica;
- condizioni economiche dell’offerta luce.
Per confrontare correttamente ricarica domestica e pubblica è necessario utilizzare il costo complessivo applicato nei due casi. Le colonnine pubbliche possono prevedere prezzi diversi in base all’operatore, alla potenza, all’abbonamento e agli eventuali costi aggiuntivi.
La ricarica domestica valorizza soprattutto il tempo in cui l’auto rimarrebbe comunque parcheggiata. Quella pubblica può invece essere indispensabile durante i viaggi o quando serve recuperare energia in tempi più brevi.
Conviene ricaricare l’auto durante la notte
La notte è spesso il momento più pratico perché l’auto rimane ferma per diverse ore e gli altri consumi della casa possono essere più bassi. Non significa, però, che la ricarica notturna sia automaticamente più economica.
Con una tariffa monoraria, il prezzo della componente energia rimane uguale nelle diverse ore previste dal contratto. Con un’offerta articolata per fasce, invece, le ore serali, notturne e festive possono avere condizioni differenti.
La convenienza dipende quindi da come sono distribuiti i consumi e da ciò che prevede realmente l’offerta. Programmare la wallbox di notte può comunque ridurre la contemporaneità con forno, lavatrice, climatizzazione e altri apparecchi.
Chi dispone di un impianto fotovoltaico può anche valutare la ricarica nelle ore di produzione, quando l’auto è disponibile durante il giorno. In questo caso il criterio non è l’orario in sé, ma la possibilità di utilizzare direttamente una parte dell’energia prodotta.
Come scegliere l’offerta luce per la ricarica domestica
L’auto elettrica può diventare uno dei principali consumi dell’abitazione. Prima di scegliere o cambiare offerta è utile stimare quanti chilometri vengono percorsi ogni anno, quanto consuma mediamente il veicolo, quale quota delle ricariche avverrà a casa, in quali orari l’auto sarà collegata e quale potenza è disponibile sul contatore.
A questi dati vanno affiancate le condizioni economiche della fornitura, quindi prezzo fisso o indicizzato, costi fissi, eventuali fasce orarie, durata delle condizioni e modalità di aggiornamento.
Una tariffa per fasce può essere interessante quando la maggior parte della ricarica avviene nelle ore economicamente più favorevoli. Una soluzione monoraria può risultare più semplice quando i consumi sono distribuiti durante tutta la giornata o quando la differenza tra le fasce è limitata.
Per chi ricarica l’auto a casa, Compagnia Energetica Italiana può affiancare la scelta della fornitura più coerente con i nuovi consumi e con le modalità di ricarica abituali. Il confronto non dovrebbe fermarsi a un prezzo isolato. Trasparenza delle condizioni, leggibilità della bolletta e coerenza con il profilo di ricarica aiutano a comprendere quanto l’auto inciderà sulla spesa energetica domestica.
Confronta le tariffe di energia elettrica per la casa e valuta l’offerta più coerente con i tuoi consumi e con le modalità di ricarica dell’auto.