Con l’arrivo dell’autunno torna il momento di verificare se la caldaia è pronta per affrontare la stagione di riscaldamento. Per chi utilizza una caldaia a gas o una caldaia a condensazione, però, non sempre è chiaro quali controlli siano obbligatori e con quale frequenza vadano effettuati.
Manutenzione ordinaria e controllo di efficienza energetica, spesso chiamato semplicemente “controllo fumi”, non sono la stessa cosa. Possono avere scadenze differenti e, soprattutto, non esiste una periodicità unica valida per ogni impianto e in ogni Regione.
Per evitare errori conviene partire dal libretto d’impianto, dalla documentazione tecnica della caldaia e dalle indicazioni del manutentore, verificando anche le disposizioni regionali applicabili.
Fare questi controlli prima dei mesi più freddi non serve soltanto a rispettare gli obblighi previsti, ma anche a verificare che l’impianto funzioni correttamente quando verrà utilizzato con maggiore continuità.
Pulizia della caldaia e controllo fumi: qual è la differenza?
Nel linguaggio comune si tende spesso a parlare genericamente di “revisione della caldaia”, ma dietro questa espressione si trovano operazioni diverse.
La manutenzione ordinaria riguarda il corretto funzionamento e la sicurezza dell’apparecchio. Il tecnico controlla lo stato della caldaia, esegue le operazioni previste dal costruttore e verifica che i diversi componenti lavorino nelle condizioni corrette.
La periodicità della manutenzione non è fissata da una regola nazionale che imponga sempre un intervento annuale. La normativa prevede che si seguano innanzitutto le indicazioni dell’installatore e del fabbricante e, in loro assenza, le norme tecniche applicabili, le Regioni possono successivamente introdurre prescrizioni più specifiche.
Il controllo di efficienza energetica, comunemente chiamato anche controllo fumi, verifica invece parametri legati al rendimento e alla combustione dell’impianto. Quando previsto, il manutentore compila il rapporto di controllo e procede agli adempimenti richiesti dal sistema regionale competente.
Manutenzione e controllo fumi possono quindi coincidere nello stesso intervento, ma non vanno considerati automaticamente la stessa cosa.
La manutenzione della caldaia non è obbligatoria ogni anno
Una delle convinzioni più diffuse è che tutte le caldaie debbano essere revisionate ogni dodici mesi.
Non è così. La frequenza dipende dal tipo di impianto, dalle indicazioni tecniche del produttore e dalle regole regionali.
Per una caldaia a condensazione, quindi, la domanda corretta non è semplicemente “ogni quanti anni devo fare la manutenzione?”, ma “quale periodicità è prevista per il mio impianto e nella mia Regione?”.
Il libretto d’impianto e l’ultimo rapporto rilasciato dal manutentore sono i primi documenti da controllare.
Ogni quanto tempo va fatta la revisione della caldaia?
Per la manutenzione ordinaria occorre seguire le indicazioni previste per il proprio apparecchio e dalla disciplina regionale.
Diverso è il caso del controllo di efficienza energetica, per il quale il DPR 74/2013 stabilisce un quadro nazionale di riferimento basato sul tipo di generatore, sul combustibile e sulla potenza dell’impianto. Le Regioni possono però prevedere cadenze differenti o più restrittive.
Per questo, soprattutto nel caso delle normali caldaie domestiche a gas, è importante verificare anche le disposizioni del territorio in cui si trova l’impianto.
In Lombardia, per esempio, per i generatori a gas naturale o GPL con potenza inferiore a 35 kW la manutenzione prevista dalla disciplina regionale ha generalmente cadenza biennale, salvo indicazioni più frequenti legate alla sicurezza dell’apparecchio.
La situazione può cambiare in altre Regioni. Il riferimento corretto resta quindi sempre il catasto regionale degli impianti termici o il portale dell’amministrazione competente.
Il libretto d’impianto: dove controllare interventi e scadenze
Il libretto d’impianto accompagna l’impianto termico e raccoglie le principali informazioni tecniche, i dati del responsabile, gli interventi effettuati e i rapporti relativi ai controlli.
Va conservato e aggiornato nel tempo dal responsabile dell’impianto e dai tecnici che effettuano gli interventi.
Per chi utilizza una caldaia a gas o a condensazione è quindi uno dei documenti più utili per capire quando è stato eseguito l’ultimo controllo, quali operazioni sono state effettuate e quali verifiche sono previste successivamente.
Se si entra in un’abitazione già dotata di caldaia, oppure si cambia manutentore, recuperare il libretto permette di evitare ricostruzioni approssimative delle manutenzioni precedenti.
Proprietario o inquilino: chi deve pagare la manutenzione della caldaia?
La normativa individua un responsabile dell’impianto, al quale fanno capo esercizio, controllo e manutenzione.
Nel caso di un’abitazione in affitto, la gestione ordinaria dell’impianto ricade normalmente sull’occupante.
Per questo la manutenzione periodica e i normali controlli legati all’uso della caldaia sono generalmente a carico dell’inquilino.
Restano invece normalmente a carico del proprietario gli interventi straordinari, la sostituzione della caldaia o le riparazioni che non dipendono dall’uso ordinario dell’impianto, salvo quanto previsto dal contratto di locazione o da situazioni particolari.
Quando si presenta un guasto importante è quindi utile distinguere tra manutenzione ordinaria e intervento straordinario prima di stabilire chi debba sostenere il costo.
Cosa succede se la manutenzione obbligatoria non viene effettuata?
Rispettare le scadenze non è soltanto una questione di buona gestione dell’impianto.
Il proprietario, il conduttore o il soggetto responsabile che non effettua le operazioni di controllo e manutenzione previste può essere soggetto alle sanzioni stabilite dalla normativa. Il decreto legislativo 192/2005 prevede, per il responsabile dell’impianto che non provvede ai controlli e alla manutenzione, una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro.
A queste disposizioni possono aggiungersi procedure e controlli specifici previsti a livello regionale.
Più che attendere la scadenza o un’eventuale verifica, conviene quindi mantenere aggiornato il libretto e affidarsi a un manutentore abilitato, che possa indicare con precisione gli interventi necessari per il proprio impianto.
Una caldaia a condensazione ben mantenuta può consumare meno?
Una caldaia in buone condizioni può lavorare più vicino ai livelli di efficienza previsti dal costruttore.
Bruciatore, scambiatore, sistemi di regolazione e combustione devono funzionare correttamente perché l’impianto possa utilizzare il gas senza sprechi dovuti a regolazioni errate o componenti non efficienti.
Per questo la manutenzione può contribuire a contenere i consumi, ma non esiste una percentuale di risparmio valida per tutte le caldaie o per tutte le abitazioni.
Il consumo dipende anche dall’isolamento dell’edificio, dalla temperatura impostata, dagli orari di utilizzo, dalle condizioni climatiche e dalle abitudini della famiglia.
Nel caso di una caldaia a condensazione, inoltre, l’efficienza dipende anche dalle condizioni in cui l’impianto lavora: temperature di mandata, regolazione e caratteristiche dell’impianto di distribuzione possono incidere sulla capacità della caldaia di sfruttare realmente la condensazione.
La manutenzione aiuta quindi a evitare inefficienze legate al funzionamento dell’apparecchio, ma va considerata insieme a una gestione corretta del riscaldamento.
Quanto costa la revisione della caldaia a gas?
Non esiste un prezzo unico valido in tutta Italia.
Il costo della revisione della caldaia a gas dipende dal tipo di apparecchio, dalle operazioni effettuate, dalla zona e dal manutentore scelto. Quando viene eseguito anche il controllo di efficienza energetica, possono aggiungersi contributi o bollini previsti a livello regionale.
Prima di fissare l’intervento è quindi utile verificare quali operazioni sono comprese nel prezzo e quale documentazione verrà rilasciata al termine.
Un preventivo più basso non è necessariamente più conveniente se non comprende tutte le verifiche necessarie o gli eventuali adempimenti previsti dalla Regione.
Controllare la caldaia prima dell’inverno e verificare anche l’offerta gas
La manutenzione permette di affrontare la stagione di riscaldamento con un impianto controllato. La spesa per il riscaldamento, però, dipende anche dalla quantità di gas utilizzata e dalle condizioni della propria fornitura.
Questo periodo può quindi essere utile anche per verificare il prezzo della materia prima, l’eventuale indicizzazione, i costi fissi e le condizioni economiche applicate al contratto.
Per noi sono due aspetti distinti, ma complementari: una caldaia efficiente aiuta a utilizzare meglio il gas, mentre una fornitura chiara permette di sapere con quali condizioni economiche quell’energia viene acquistata.
Chi vuole fare questa verifica può confrontare le offerte gas per la casa di Compagnia Energetica Italiana.
Nel confronto può essere utile approfondire anche come funzionano prezzo fisso e prezzo variabile, soprattutto se le condizioni della propria offerta stanno per essere rinnovate.