Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 torna l’ora solare: le lancette vengono spostate indietro di un’ora e, nelle settimane successive, il buio arriva prima nel pomeriggio.
Il cambio dell’ora non modifica da solo il prezzo dell’elettricità, ma può cambiare quando utilizziamo energia in casa. Illuminazione, cucina, elettrodomestici e, nelle abitazioni con riscaldamento elettrico, anche climatizzazione o pompa di calore possono concentrarsi maggiormente nelle ore serali.
È quindi un buon momento per controllare come sono distribuiti i propri consumi e, soprattutto, verificare se la propria offerta prevede prezzi differenti nelle diverse fasce orarie.
Ora solare: che cosa cambia davvero nei consumi domestici?
Il ritorno all’ora solare riduce la quantità di luce naturale disponibile nel tardo pomeriggio. Questo può portare ad anticipare l’accensione delle luci e a concentrare una parte maggiore delle attività domestiche nelle ore serali.
L’effetto non è però uguale per tutte le famiglie. Chi trascorre gran parte della giornata fuori casa può accorgersi soprattutto dell’aumento dell’illuminazione serale; chi lavora da casa può avere invece un profilo di consumo più distribuito.
Anche il riscaldamento incide, ma non è il cambio dell’ora in sé a far aumentare i consumi termici: contano soprattutto temperatura esterna, isolamento dell’abitazione, sistema utilizzato e abitudini della famiglia.
L’effetto della luce naturale sul sistema elettrico è comunque reale. Per il 2026 Terna ha stimato che i sette mesi di ora legale, dal 29 marzo al 25 ottobre, consentano al sistema elettrico italiano di consumare circa 302 milioni di kWh in meno, con un beneficio economico stimato in circa 80 milioni di euro. Si tratta di un dato nazionale, non di un risparmio direttamente trasferibile alla singola famiglia.
Le fasce orarie F1, F2 e F3 cambiano con l’ora solare?
No, il passaggio dall’ora legale all’ora solare non modifica gli orari delle fasce F1, F2 e F3 che continuano a essere individuate in base all’orario indicato dall’orologio e al giorno della settimana. ARERA le definisce così:
| FASCIA | QUANDO SI APPLICA |
| F1 | Dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 19:00, escluse le festività nazionali |
| F2 | Dal lunedì al venerdì, dalle 7:00 alle 8:00 e dalle 19:00 alle 23:00; il sabato dalle 7:00 alle 23:00, escluse le festività nazionali |
| F3 | Dal lunedì al sabato, dalle 00:00 alle 7:00 e dalle 23:00 alle 24:00; domeniche e festivi per tutta la giornata |
Il cambio dell’ora può però modificare il modo in cui le nostre attività quotidiane si sovrappongono a queste fasce. Quando fa buio prima, per esempio, una parte dei consumi domestici può spostarsi verso il tardo pomeriggio e la sera.
F3 e F23 non sono la stessa cosa
Quando si parla di tariffe domestiche si incontra spesso anche la sigla F23.
Non è una quarta fascia: indica semplicemente l’insieme delle ore comprese nelle fasce F2 e F3. Per le utenze domestiche in regimi che utilizzano questa suddivisione, F23 comprende quindi le ore serali e notturne dei giorni feriali, oltre a sabato, domenica e festività.
Per questo la formula sintetica “sera, notte e weekend” viene normalmente utilizzata per indicare la fascia aggregata F23, che comprende sia F2 sia F3.
Quando conviene usare lavatrice e lavastoviglie?
Dipende prima di tutto dall’offerta sottoscritta.
Se il contratto prevede un prezzo differente nelle varie fasce, può essere conveniente spostare i consumi più facilmente programmabili nelle ore in cui l’energia costa meno.
Lavatrice, lavastoviglie, asciugatrice, scaldacqua elettrico e, quando possibile, ricarica dell’auto sono tra i consumi che si prestano meglio alla programmazione.
Questo però non significa che la F3 sia sempre più economica. Nel mercato libero il prezzo dipende dalle condizioni dell’offerta: può essere monorario, articolato su più fasce oppure seguire l’andamento del mercato con modalità differenti.
Un caso particolare è quello delle offerte a prezzo orario, nelle quali il valore dell’energia cambia nel corso della giornata. Chi ha la possibilità di spostare una parte dei consumi può quindi concentrarli nelle ore in cui il prezzo è più favorevole e sfruttare maggiormente la variabilità del mercato.
La stessa caratteristica comporta però anche un rischio: se i consumi si concentrano nelle ore in cui il prezzo è più alto, la spesa può aumentare. Prima di modificare le proprie abitudini conviene quindi conoscere bene la struttura dell’offerta e capire quanto sia realmente possibile spostare i consumi durante la giornata.
Come ridurre i consumi con le giornate più corte
Il cambio dell’ora può essere anche l’occasione per rivedere alcune abitudini molto semplici.
Con meno luce naturale nelle ore pomeridiane, l’illuminazione diventa inevitabilmente più presente. Le lampade LED consumano sensibilmente meno rispetto alle tecnologie tradizionali e sono ormai la soluzione di riferimento per l’illuminazione domestica ad alta efficienza.
Il risparmio, però, non dipende solo dalla lampadina. Anche spegnere le luci negli ambienti inutilizzati e sfruttare fino all’ultimo la luce naturale evita consumi non necessari.
Lo stesso principio vale per gli elettrodomestici: lavatrice e lavastoviglie rendono meglio, dal punto di vista dei consumi complessivi, quando vengono utilizzate a pieno carico. Terna indica proprio tra i comportamenti utili la programmazione dei consumi nelle ore più convenienti e l’utilizzo a pieno carico di lavatrice e lavastoviglie.
Fasce orarie e prezzo variabile: non sono la stessa cosa
Fasce orarie e prezzo variabile descrivono due aspetti diversi dell’offerta.
Una tariffa può prevedere prezzi distinti nelle fasce F1, F2 e F3, ma questo non significa necessariamente che il prezzo cambi continuamente con il mercato. Allo stesso modo, un’offerta indicizzata può seguire un indice di riferimento senza applicare tre prezzi differenti per fascia.
Esistono poi offerte a prezzo orario, nelle quali il costo dell’energia varia nelle diverse ore della giornata. In questo caso il cliente può sfruttare con maggiore precisione le ore in cui il prezzo è più basso, se ha la possibilità di programmare o spostare parte dei propri consumi.
Le tre caratteristiche vanno quindi tenute distinte: le fasce indicano quando viene consumata l’energia, l’indicizzazione definisce come viene determinato il prezzo, mentre il prezzo orario permette di seguire le variazioni del mercato con un dettaglio maggiore nel corso della giornata.
Chi vuole approfondire può leggere anche il nostro articolo su prezzo fisso o variabile per luce e gas, dove spieghiamo il funzionamento delle diverse formule tariffarie.
Monitorare i consumi aiuta a capire quando utilizziamo più energia
Conoscere come sono distribuiti i consumi è utile per capire se le proprie abitudini sono coerenti con la struttura dell’offerta scelta.
Attraverso l’Area Clienti di Compagnia Energetica Italiana è possibile visualizzare i consumi suddivisi per fascia, oltre a consultare e scaricare le bollette.
Queste informazioni permettono di verificare quanto si consuma nelle diverse fasce e, insieme alle condizioni economiche del contratto, aiutano a capire se alcune attività possono essere spostate negli orari più convenienti.
Per chi ha un’offerta articolata per fasce, questa lettura può essere particolarmente utile per valutare il peso di F1, F2 e F3 sui consumi complessivi. Con un’offerta a prezzo orario, invece, la possibilità di spostare i consumi assume ancora più importanza, perché il costo dell’energia può cambiare anche all’interno della stessa giornata.
Ora solare e offerta luce: cosa controllare prima dell’inverno
Il ritorno all’ora solare non richiede di cambiare automaticamente tariffa.
Può però essere un buon momento per verificare se l’offerta è ancora coerente con le proprie abitudini di consumo, soprattutto se in autunno e inverno aumenta l’utilizzo serale dell’elettricità.
Prima di confrontare le tariffe vale la pena controllare:
- se il prezzo è monorario oppure differenziato per fasce;
- quanto cambia il costo tra una fascia e l’altra;
- quali costi fissi sono previsti;
- se il prezzo è fisso o indicizzato;
- come sono distribuiti realmente i consumi durante la giornata.
Per noi il criterio resta quello già visto in altri ambiti: la tariffa migliore non è quella con il prezzo più basso preso isolatamente, ma quella che ha una struttura coerente con il modo in cui l’energia viene utilizzata.
Chi vuole fare questa verifica può confrontare le tariffe luce per la casa di Compagnia Energetica Italiana.